Introduzione: Il Ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca
Nel suo primo anno di presidenza, Donald Trump si è trovato a governare in un contesto globale segnato da pandemia, guerre e grandi transizioni tecnologiche. Con la promessa di "Make America Great Again" e un forte messaggio di pace, Trump ha affrontato scetticismo sia negli Stati Uniti sia all'estero. Per una visione più ampia sul suo approccio politico e di leadership, si può consultare Donald Trump on Politics, Leadership, and the Future of the U.S.
Politiche Internazionali negli Stati Uniti
Decreti Esecutivi e Potere Presidenziale
- Trump ha utilizzato 225 ordini esecutivi in un anno, molto più dei suoi predecessori Obama e Biden, scavalcando spesso il Congresso.
- Tali decreti hanno permesso azioni immediate, come licenziamenti massicci e l'uscita da accordi internazionali sul clima.
Politica Migratoria e Impatti Sociali
- Espulsione di immigrati "illegali" anche se parte integrante della società americana e lavoratori regolari.
- Scavalcamento dei tribunali per attuare le espulsioni nonostante ricorsi legali.
Abusi di Potere e Incidenti di Polizia
- Caso drammatico dell'uccisione di una donna da parte della polizia anti-immigrazione senza aperture di inchieste, con difese immediate da parte di esponenti governativi.
Attacchi a Istituzioni Democratitiche
- Limitazioni ai diritti di studenti internazionali e restrizioni sulle libertà di espressione tramite la creazione di un social proprietario.
- Tensioni con la Federal Reserve, mettendo in discussione l'indipendenza degli organi fondamentali.
Politica Estera e Relazioni Internazionali
Sostegno agli Aggressori e Conflitti Diplomanti
- Critiche al leader ucraino Zelensky e apertura verso le potenze contestate come Putin e Mohammed bin Salman.
- Solidarietà controversa ad Israel Netanyahu, nonostante accuse della Corte Penale Internazionale.
Azioni Contro il Venezuela
- Rafforzamento di un'operazione militare che ha portato all'arresto del presidente venezuelano Maduro, giustificato da Trump come azione contro il terrorismo legata al traffico di droga.
Ambizioni Strategiche e Conflitti con l'Europa
- Interesse per il controllo della Groenlandia con minacce e risposte simboliche da parte di paesi europei della NATO.
- Problemi di coesione europea e politiche divergenti che indeboliscono la posizione globale dell'Europa. Per approfondire le sfide e le riflessioni sul futuro globale, vedere L'Occidente e gli Altri: Riflessioni sul Futuro Globale.
Implicazioni per l'ordine mondiale e la democrazia
- Violazioni ripetute delle separazioni dei poteri democratici, sia interne che internazionali.
- Minaccia al sistema multilaterale delle Nazioni Unite e al diritto internazionale.
- Rischio di un ritorno a un mondo dominato da poteri forti e senza regole condivise. Questo tema è esplorato anche in Il Suprematismo Occidentale e le Lezioni Storiche sul Conflitto.
Il Ruolo e la Sfida per l'Europa
- Europa come terra d'origine degli "ismi" del passato e grande beneficiaria della pace e integrazione post-bellica.
- Necessità di unirsi e rafforzare la propria posizione politica e militare per non diventare soggetto passivo nei giochi mondiali.
- L'importanza di un federalismo europeo o di una maggiore coesione nei processi decisionali.
Conclusione
Il primo anno di Donald Trump ha mostrato un uso vigoroso e spesso controverso del potere presidenziale, con impatti profondi sulle istituzioni democratiche americane e sull'ordine mondiale. L'Europa e il resto del mondo sono chiamati a reagire con realismo e unità per garantire stabilità e rispetto delle regole internazionali, evitando un ritorno al caos e al "libero tutti" che potrebbe minacciare la pace globale. Ulteriori implicazioni economiche e geopolitiche di questa presidenza sono analizzate in Impact of Donald Trump's 2024 Presidential Win on Indian Economy, Jobs, and Trade.
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[musica] >> Bene, sono Paolo Magri e insieme a ad Alessio De Luca
vi condurremo in questo piccolo viaggio che durerà circa un'ora, un'ora e un quarto su un
anno di di Trump che sarà molto guidato da voi perché in realtà noi lanceremo degli stimoli, vi
faremo delle domande, ci aiuterete a ricostruire questo anno di Trump attraverso delle immagini. Proprio un
anno fa Trump eh arrivava alla Casa Bianca, tornava alla Casa Bianca, c'era già stato, lo sapete, e tornava però in
un mondo più complicato ancora del giro precedente, un mondo dove lui aveva vissuto la prima fase del Covid, era lui
presidente e lo aveva gestito il Covid in un modo un po' un po' bizzarro, to say the least, eh un mondo che in questi
anni ha si è arricchito, ahimè, della guerra in Ucraina, poi degli errori e dell'orrore di Gazza, poi delle altre
guerre che di cui non parliamo, oppure delle guerre non guerreggiate con le armi, le guerre commerciali, le guerre
sui dazzi e e in più un mondo alle prese con due grandi transizioni. Di una si parla sempre meno, la
transizione energetica, dell'altra si parla molto, ma mai abbastanza, che è la transizione verso
il mondo dell'intelligenza artificiale, quelle che voi abbondantemente utilizzate, immagino, per ogni compito e
per ogni cosa che vi viene assegnata. Eh, arriva Trump, torna Trump alla Casa Bianca e promette agli americani di
tornare ricchi, maga, make America, great game. E promette al mondo, a noi, di portare pace. Ci sono appunto queste
guerre, la guerra in Ucraina, la guerra di Gaza. Lui promette e le altre promette di di fare il grande
pacificatore. Quindi bingo un sogno, un presidente, ma nessun presidente si candida promettendo di fare impoverire
il suo popolo e di portare guerre e distruzioni. Però lui parte con questo messaggio fortissimo, dice: "Farò
l'America grande di nuovo, farò il mondo che ho ereditato da Biden con le guerre, i pasticci, gli errori, l'ONU, tutte
queste cose, lo farò pacifico." Lui dice questo e tutti i commentatori, buona parte dei commentatori dicono "No,
no, non porterà benessere". forse porta benessere agli americani, ma a scapito nostro impoverirà il resto del mondo,
porterà una crisi economica, porterà una recessione, riporterà l'inflazione e sulle guerre buona parte del la pace che
lui promette, buona parte del commentatore dice "Ma no, non porterà pace perché lui si metterà d'accordo con
Putin, non tutelerà i palestinesi, porterà unescalation con la Cina". Quindi lui promette il bello, il mondo
bellissimo e noi tutti ci preoccupiamo. Dice: "Torna Trump, casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra".
Come si diceva, voi forse non facevate giro tondo, noi facevamo giro tondo e c'era questa espressione: "È passato un
anno, un anno esatto, dove siamo? È successo tutto il bello che Trump ha raccontato? Ovviamente no, ma è successo
tutto il peggio che noi abbiamo ipotizzato? Altrettanto no. non ha portato guerra ovunque, anzi ha portato
una specie di pace, un cerotto a Gaza. Eh, non ha risolto l'Ucraina. Certo, lui racconta di aver portato pace in tante
altre parti del mondo e e vuole il premio Nobel per la pace e poi di questo parleremo perché fa parte della della
quasi del surreale. Ma non ha portato la crisi economica mondiale che molti temevano. I suoi dazzi avrebbero
bloccato il commercio. Se il commercio si blocca l'economia rallenta e saremmo stati tutti in grandi difficoltà. Noi
adesso e invito Alessia a raggiungermi al centro di questa di questo palco. Noi inizieremo con voi a ricostruire questo
con alcune immagini che voi ci direte cosa rappresentano questo anno di Trump e inizieremo con alcune immagini che ci
parlano di ciò che lui ha fatto dentro l'America. Noi cercheremo di riflettere insieme, ragazzi, stamattina su due
grandi temi. Come Trump sta cambiando l'America al suo interno, come Trump sta cambiando il mondo, cioè anche noi nelle
cose che sta facendo. E noi partiamo con Alessia De Luca con le prime immagini, le che devo comandare io, credo.
>> Sì, perché abbiamo un solo abbiamo un solo Allora, abbiamo alcune immagini in cui, dicevo, ragazzi, voi ci guiderete
per ricostruire. Ne abbiamo tre, se non sbaglio, Alessa. Tre immagini su dentro l'America, poi avremo tre immagini sul
mondo e le commentiamo assieme e poi riflettiamo. Partiamo dalla prima immagine.
>> Allora, prima immagine. Donald Trump nello studio Vale. Eh, qualcuno ha idea di di che cosa abbia davanti? Che cosa
sono quei quei foglietti con con quei dossier, come si chiamano quei
eh quelle cartelline che lui ha davanti? >> Vai, vai in fondo, vai. Noi ripetiamo perché sennò quando si da casa non si
sentirà. Vai. >> Bravissimo. >> Perfetto. Allora,
>> cosa sono? Perfetto. Sono degli ordini ese significa che Trump firma questo tipo di
leggi per, diciamo, far entrare immediatamente in vigore delle leggi senza passare dal congresso. Ora Trump
ne ha firmati 225 in un anno. Per dargli un'idea, Obama ne aveva firmati 40, Biden 70. Questo è il primo dato da
tenere a mente, cioè Trump scavalca il Congresso attraverso questi ordini esecutivi e quindi diciamo si si
intromette in qualche modo in un ambito, quello legislativo che non sarebbe il suo, ma quello del congresso. Seconda
seconda slide, >> ragazzi, per capirci sul fronte italiano sono i decreti del presidente del
Consiglio. Anche noi abbiamo uno strumento simile, ma qual è l'aspetto importante che dovrà essere utilizzati
anche in Italia? dovrebbero per emergenze. C'è un'emergenza, c'è una guerra, c'è una crisi. Il presidente non
aspetta i tempi lunghi del Congresso, può usare questi strumenti. Invece, come ci ha detto Alessia, stiamo parlando di
un presidente che in un anno li usa 200 volte. Fai degli esempi, Alessa, su cosa li ha fatti? Allora, eh le ha
utilizzati, per esempio, per licenziare mh centinaia di migliaia di eh funzionari pubblici, li ha utilizzati
per uscire da alcuni accordi sul clima, ne avrete sentito parlare, hanno creato grande scandalo e hanno gettato,
diciamo, i paesi europei abbastanza nella cosernazione, eh, e per prendere, diciamo, misure di vario genere che
probabilmente dal congresso non sarebbero state avallate. E quindi Trump si è preso questo potere con questi
ordini esecutivi scavalcando il Congresso, ha deciso di approvarli semplicemente.
>> Andiamo sulla seconda immagine. Aiutateci anche qui a capire di cosa parliamo. Vediamo se stavolta funziona e
vai. >> Ecco, allora questa unimagin questa qui è, diciamo, il frutto della politica di
antimigrazione di Trump. Qui vediamo appunto la depostazione di quelli che sono, diciamo, considerati quelli
immigranti illegali e coloro che, diciamo, hanno commesso le altre all'interno degli Stati Uniti. Quindi
abbiamo questi due grandi gruppi. >> Fermati perché dovevamo ad A casa non si sente. Adesso Alessia ripeterà, dopo
useremo il microfono. Vai. diceva, si tratta di eh migranti che vengono deportati eh e che sono perlopiù persone
che hanno commesso dei reati, non tutti però eh e che vengono, diciamo, eh espatriati dagli Stati Uniti. Che cosa,
diciamo, eh colpisce in modo particolare di di questa immagine e di tutto quello che ha in qualche modo eh
circondato questa vicenda? il fatto che negli Stati Uniti, voi non dovete pensare all'Italia dove noi abbiamo un
numero di migranti, diciamo, perlop più che raggiungono il paese attraverso vie legali e che hanno uno status
particolare che può essere quello della protezione internazionale eccetera. I migranti negli Stati Uniti sono
tantissimi. Gli Stati Uniti sono un melting pot, no? come si suol dire, e i migranti costituiscono un, diciamo, la
spina dorsale un po' del paese. Sono più di 15 milioni. Alcuni vivono per anni negli Stati Uniti, non tutti
necessariamente con permessi regolari, ma comunque pagano le tasse, anche se magari non hanno il diritto di voto.
hanno uno status che è molto diverso da quello a cui, diciamo, noi siamo abituati in Europa e quindi ci sono, per
esempio, all'interno di famiglie magari numerose, alcuni migranti che hanno uno status regolare, che vengono
riconosciuti dalle istituzioni federali e altri invece semplicemente che non sono ancora del tutto a posto
all'interno della stessa famiglia. Posso dire, aggiungo una piccola cosa perché Alessia vi ha detto hanno
commesso dei reati. Ma voi qual è la decodifica che voi fate? Hanno ucciso qualcuno? Hanno rubato? No. Il reato
sufficiente per essere considerato illegale e quindi che hai commesso il reato è quello di essere entrato
illegalmente negli Stati Uniti. Quindi il paradosso qual è? Come diceva Alessia, che queste sono persone che non
sono i ragazzi disperati dei centri di accoglienza che sono sbarcati in una nave, sono da magari da 20 anni negli
Stati Uniti, lavorano negli ospedali, fanno i giardinieri, nelle fabbriche, semplicemente hanno un peccato
originale, sono entrati senza permesso negli Stati Uniti e per quello non hanno i documenti per votare eccetera, ma come
diceva pagano le tasse eccetera. Trump cosa fa? usa lo strumento di prima, il decreto d'emergenza e dice "Adesso li
rimando a casa". Li rimando a casa e fa questo e li li va a prendere davanti ai supermercati, davanti alle nelle piazze,
li prende separa davanti alle scuole e li mette su un aereo obbligando i paesi di di provenienza e non sempre di
provenienza a riprendersi perché se questi paesi dicono "Non li voglio", lui dice "Io ti metto i dazzi". E qui cosa
succede? E molti di questi che lavorano negli Stati Uniti vanno nei tribunali, vanno nei tribunali e fanno ricorso.
Dicono "Ma come? Io ho una famiglia, lavoro, pago i figli eccetera". E lui cosa fa? Scavalca i tribunali, va avanti
ugualmente. Quindi il primo esempio che ci ha dato Alessia è lui che scavalca con i decreti che organo? Il congresso.
Fa le leggi lui. Qui lui che scavalca >> i tribunali, le corti. Andiamo alla terza immagine. Alessia,
>> qualcuno mi sa dire chi è questa donna? Qualcuno avrà visto le immagini >> sulle mani? No,
>> lui ha già risposto. >> Chi ci aiuta, ragazzi? >> Qualcun altro? Forza, coraggio.
Sicuramente l'avete vista l'immagine di questa donna. È girata moltissimo nelle ultime settimane, gli ultimi giorni. Eh,
>> vai. Quel ragazzo. Tu sei tu con la felpa. Vai, >> vai.
>> Prova. Vori una >> prova. >> Vai. Aver letto fosse una ragazza, una
donna uccisa da un polizotto a posto di non si fermata. >> Bravo, fermati lì. Ripeti.
>> Esatto. Renegood era una donna che è stata fermata, lui ha detto ha un posto di blocco. In realtà lei, diciamo,
faceva parte di ronde di cittadini che controllano le operazioni dell'IS, che è la polizia, diciamo, antiimmigrazione
che Trump ha dispiegato in diverse città. eh era a Minneapolis eh e è stata fermata, diciamo, da alcuni di questi
agenti nel corso di una discussione, non la definierei neanche una colluttazione perché sono usciti i video che sono
girati sui social, su internet, sono facilmente reperibili in cui lei dialoga con alcuni agenti, a un certo punto uno
di questi prende un'arma, spara ad altezza, diciamo, del del guidatore e la uccide. Allora, è la prima volta che la
polizia americana e la polizia nel mondo commette crimini di violenza eccessiva, no? Qual è
l'elemento, perché abbiamo scelto questa immagine, qual è l'elemento nuovo? È che appena questo fatto succede, sta ancora
succedendo, è ancora pochi minuti >> che arriva la seconda slide. Trump posta immediatamente dicendo il
poliziotto che tutti vedevamo nelle immagini camminava e andava via lentamente, sta riprendendosi in
ospedale dalla violenza della donna e il subito dopo, vai Alessia. Il vicepresidente Jay Vens dice il lo
sparatore dell'IS ha l'immunità totale, ha solo fatto il suo lavoro. Quindi è questo il diciamo quello che colpisce al
di là del fatto che le scene diciamo del del dell'uccisione a sangue freddo di questa donna sono drammatiche e e
veramente incredibili. il fatto che il vicepresidente degli Stati Uniti, appena pochi minuti dopo che è successa questa
cosa in una conferenza stampa, dice lo sparatore all'immunità totale m stava facendo il suo lavoro e
>> senza inchieste, senza tribunali, senza che la polizia faccia delle investigazioni, autodefinito immunità
totale. >> Esatto. Per cui questa questa versione sarà poi
mantenuta dal presidente Trump, sarà mantenuta dai, diciamo, vari segretari del suo del suo governo. Quindi non ci
sarà effettivamente a tutt'oggi, sono passati 10 giorni, una l'apertura di un'inchiesta su quello che è successo a
questa donna. gli Stati Uniti sono sotto shock perché una cosa del genere, diciamo, eh segna un passo eh definitivo
e importante. Andiamo avanti. >> E di nuovo abbiamo un potere esecutivo,
il presidente, il vicepresidente che non considerano i tribunali il potere giudiziario,
dicono "Non fate investigazioni, abbe. Noi abbiamo deciso." Punto. Andiamo più rapidamente alle ultime immagini che
sono tre insieme che vediamo e anche qui aiutateci voi. Chi ci aiuta a capire cosa ci rappresenta la prima immagine.
Vai Alessia, scusa. >> Qualcuno ha idea? Trump con un pugno e su su quella che è un'istituzione,
diciamo, negli Stati Uniti. >> Vai là in fondo. >> Voce.
>> Vai. >> Grazie. Buongiorno. Dicevo, la prima immagine faceva riferimento a un
provvedimento di Trump dove bloccava l'accesso agli studenti internazionali presso l'università di Harvard.
>> Sì. >> La seconda invece è quando Trump sempre quest'anno ha introdotto il suo nuovo
social, quindi cercando di superare determinate censure e il terzo? Non saprei.
>> Si è allargato. Gli abbiamo chiesto la prima, lui ce l'ha già datato tutte e tre. Bravissimo. Chi aiuta sulla terza?
Molto grazie. Chi ci aiuta sulla terza? >> Qualcuno riconosce quel signore con gli occhiali? Prova senza microfono.
>> È entrato in conflitto con Powell che è il direttore della banca. >> Bravissimo. Vai. Bravissimi ragazzi,
bravissimi. Vai. >> Quindi abbiamo visto Trump che supera il congresso attraverso gli executive
orders. Abbiamo visto Trump che eh diciamo supera il i limiti del potere presidenziale nei confronti delle corti,
dei tribunali. E adesso Trump che cerca di schiacciare quella che è, diciamo, il tempio della del della libertà di parole
di espressione le università americane, chiede di, diciamo, superare anche il ruolo tradizionale dei media attraverso
i i social. dice "Truth è la mia voce, io parlo attraverso truth". Quindi sottolineo senza un contraddittorio,
senza qualcuno che dica, come succede generalmente con i media, diciamo, di di fare un un una confronto con quello che
sta dicendo l'intervistato e entra in conflitto con Jeron Powell. Jeron Powell che è il presidente della Fed, la banca
centrale americana. Le banche centrali sono per Antonomasia delle istituzioni che devono essere terze rispetto alla
politica perché decidono la politica monetaria dei paesi. Anche qui da noi in Europa abbiamo la BCE. Se la BCE
dipendesse dalla politica, ovviamente nessuno si fiderebbe della politica monetaria che decide la banca centrale.
Cerchiamo di fare un po', diciamo, di riassumere un po', no Paolo, quello che >> insieme tutte queste immagini. Grazie
Alessia. Tutte queste immagini che cosa hanno in comune, ragazzi? Hanno in comune eh un forzare le regole. Forzare
le regole che dicono "Le leggi le fa il Parlamento." Forzare le regole che dicono "Eh, c'è un potere giudiziario i
tribunali che controllano chi non rispetta le regole". appunto eh forzare le regole eh che prevedono degli organi
indipendenti, le università, i media, i giornali, le televisioni e la banca centrale che controbilanciano
i poteri del pres dei i presidenti, comunque si qualunque sia il nome del presidente. Questo è quello che hanno in
comune queste immagini e queste immagini insieme ci portano un'altra immagine che ci fa capire che cosa può succedere, che
cosa sta lentamente succedendo. Un'immagine evocativa che usiamo. Che immagine è questa?
Eh, vai tu. >> Era quella della costruzione della nuova ala, della sala da ballo.
>> Però prima della costruzione cosa succede prima di costruire? Distruzione è l'immagine che usiamo simbolicamente
in cui di Trump che distrugge un pezzo della casa bianca per costruire una sala da ballo, ma la usiamo come immagine di
un Trump che lentamente lentamente ma in modo pericolosamente e e monodirezionale pare distruggere i simboli della della
democrazia americana. Poi, ragazzi, quando si parla di democrazia si rischia sempre di fare un po' di di retorica la
democrazia come bene assoluto e perché soprattutto quando se se ne si parla di democrazia con generazioni come la mia,
ma come la vostra molto di più, che non hanno vissuto ciò che c'era prima della democrazia, perché la democrazia è è una
forma, voi sapete, lo studiate, l'avete studiato, è una forma che nasce a livello embrionale ad Atene, poi dopo
diventa negli anni 60-70 diventa una forma importante di governo grazie proprio alla rivoluzione americana e
alla rivoluzione inglese. Gli americani di Trump, i suoi nonni, bisnonni, trisnonni, sono quelli che hanno lottato
per arrivare dalla monarchia lentamente alla democrazia e poi diventa la forma di massa per governare il mondo quando
si diffonde la democrazia in modo diffuso nei paesi del mondo, dopo la seconda guerra mondiale, dopo il
disastro. Ma che disastro era stata la seconda guerra mondiale? era stato il disastro eh dell'epoca in cui i leader
del mondo, i presidenti, i dittatori del mondo erano appunto senza regole. un mondo senza regole, un mondo in cui
ogni leader del mondo, che si chiamasse Mussolini, Hitler, Stalin, come volete voi, decideva senza regole dentro il
loro stato e nel mondo che cosa fare nel mondo e nelle loro situazioni. mondo, ragazzi, eh dei degli ismi del passato,
degli ismi degli imperialismi, l'imperatore come potere assoluto, di di del comunismo, del fascismo e del
nazismo. E dopo questi imperialismi, comunismi e nazismi ci portano allo scontro globale, al disastro delle
guerre mondiali. Noi dopo quell'esperienza eh cosa abbiamo? Il mondo che obiettivo ha? di limitare il
potere dei leader, di stabilire che i leader non possono avere potere assoluto dentro lo Stato e nei rapporti fra
Stati, perché il potere assoluto dei leader porta al terrore, all'orrore, alla guerra mondiale. E che cosa si fa
per limitare il potere degli Stati? Si ripesca Monteso che voi avrete studiato probabilmente che dice fondamentalmente
ed ecco che capite il collegamento con le immagini di prima, di dice "Ci deve essere fra i poteri dello Stato una
separazione, c'è un potere esecutivo, il presidente che ha i suoi compiti e le sue responsabilità, ma poi c'è un potere
di fare le leggi che il presidente deve implementare che appartiene a chi? al Congresso, al Parlamento. Poi c'è un
potere giudiziario dei tribunali che controllano chi rispetta non rispetta le regole e poi c'è un ultimo potere, il
quarto potere che è quello appunto dei media, delle università, delle delle realtà indipendenti, della banca
centrale e e la democrazia che noi costruiamo è fatta appunto di questi quattro poteri indipendenti che si
controllano l'un l'altro, l'esecutivo, il giudiziario, il legislativo e il quarto potere.
è una forma perfetta, ma neanche per sogno. Churchill, la questa frase attribuita a Churchill diceva che la
democrazia, quella che vi ho appena descritto, è la peggiorno perché è lenta, perché ci vuole per fare
una legge tantissimo. Pensate, c'è sempre questo esempio, ragazzi, che vi faccio. 20 anni fa la Cina si inventa la
Via della Seta. Qualcuno di voi sa cos'è la via della Seta? è una serie di autostrade, strade, ponti, ferrovie che
e aeroporti che collegano 40 paesi del mondo e la Cina le le ipotizza per far sicolare le sue merci attraverso 50
paesi del mondo. Nello stesso periodo il sindaco di Milano vuole riaprire i navigamo
Milano con l'acqua nelle strade dalle parti delle vostre scuole e vuole riaprire i Navili. La Cina riesce con la
dittatura a implementare la via della seta. Il sindaco di Milano vuole aprire 1 km di Navigli e arrivano le proteste
degli abitanti, chi c'era il traffico limitato, dei commercianti e si blocca tutto. E lui dice allora a un certo
punto dice "Vabbè, faremo fra 10 anni un referendum e decideremo". Il referendum non c'è mai stato, i navigni sono ancora
chiusi e la via della sete è andata avanti. Questo per dire quanto la democrazia, cioè dare a tutti il diritto
di esprimere pareri, blocca, rallenta, impedisce di fare grandi competizioni. Però dice Churchill è la forma peggiore
fatte salve tutte le altre che sono ancor peggio, perché le altre che sono ancor peggio sono forme di governo che
limitano i poteri del cittadino, aumentano i poteri del leader e ci rischiano di portare una situazione del
liberi tutti e quindi dei grandi conflitti. E noi che cosa facciamo ora? Chiarito questo
primo punto, il primo rischio della presidenza Trump quello di minare la democrazia americana, che è la peggior
governo fatta salva tutte le altre. Andiamo a vedere ora con Alessia cosa sta succedendo sul mondo e partiamo con
le nuove immagini e partiamo qua. Prego. >> Allora, finora abbiamo visto quello che succede dentro gli Stati Uniti, quindi
questo primo anno di Donald Trump che cosa ha portato come, diciamo, sconvolgimenti interni. Adesso vediamo
che cosa succede nel mondo da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Allora, prima immagine, prima slide.
Questa la conoscete? Chi è la persona eh seduta con Trappola nello studiovale? Qualcuno che magari non ha ancora
parlato? >> Beh, ragazzi, questo è facile, però. Su >> Zelenski.
>> Cosa? >> Volodimir Zelenski. E dove sono? >> Dove?
>> A Casa Bianca. Sono alla Casabianca. Esatto. Ed è un incontro famoso passato, diciamo, alla cronaca, ma direi che
passerà alla storia molto probabilmente perché perché c'è stato uno scontro senza precedenti tra Donald Trump e
Vladimir Zelenski. Trump ha ripreso Zelenski dicendogli che cosa? Qualcuno se la ricorda quella frase? Non hai le
>> carte. >> Carte. Non hai le carte. Cioè, non ti puoi sedere nemmeno al tavolo perché tu
non hai le carte per parlare. E quindi questa è già una prima, diciamo, eh interruzione di una convenzione perché
perché sostanzialmente in genere, in diplomazia tradizionalmente le cose si dicono dietro le quinte.
Quando in un comunicato, se mai vi capiterà di leggere, diciamo, di un resoconto, di un incontro diplomatico,
magari ci si dice che l'incontro è stato dai toni franchi, vuol dire che si sono menati come dei calabri,
>> ma chiaramente non lo fanno a favore di telecamere perché questo si lascia dietro, anche perché probabilmente
successivamente per raggiungere degli accordi bisogna scendere a dei compromessi e se tu ti sei menato
davanti alle telecamere un attimo prima puoi raggiung agungere dei compromessi, perdi la faccia.
>> Perché questa immagine ci ha colpito tanto? Perché ve l'abbiamo messa scegliendo solo tre immagini? Perché qui
c'è un primo punto di svolta di Trump rispetto a Biden. Biden insieme a noi europei aveva scelto di stare dalla
parte dell'aggredito contro l'aggressore. Biden insieme all'Europa aveva scelto di
stare contro chi aveva violato le regole, invaso un altro paese. Qui per la prima volta in modo plastico a reti
riunite si diceva quando eravamo ragazzi. Trump strizza l'occhio all'aggressore, non all'aggredito.
Strizza l'occhio a chi ha violato le regole, non a chi ha subito la violazione. Andiamo
>> e non è nemmeno l'unica volta, giusto? >> Perché andiamo alle immagini successive di occhio strizzato a chi viola le
regole. Aiutateci. >> Allora, questi tre chi sono? Allora, il primo è
>> Vladimir Putin, il secondo >> Vai, >> bravissimo. Chi è Mohamed bin Salman?
>> È il >> di facto rulca dell'Arabia Saudit. >> Bravissimo.
>> E il terzo è Netaniau, il presidente di Israele. >> Perché abbiamo scelto queste tre
immagini, ragazzi? Cos'hanno in comune con l'immagine precedente? Beh, la prima l'abbiamo già detto,
cazzia Zeleschi e strizza l'occhio a chi ha violato le regole e all'aggressore non l'aggredito. Ma le altre due,
Alessia, guida tu. >> Gli altri due sono comunque dei leader che sono, diciamo, entrati in conflitto
con quello che è il diritto internazionale. Mo Vladimir Putin, lo sappiamo, ha invaso uno stato sovrano,
l'Ucraina. Mohammed bin Salman è ricordato per una storia particolare. Cosa ha fatto Mohammed bin Salman? Di
cosa è stato accusato come responsabile politico? Chi ci aiuta? Vai tu. >> Ha ucciso un giornalista e ha fatto la
guerra a Yemen. >> Ha ucciso un giornalista e ha fatto la guerra allo Yemen. Le guerre si fanno,
succede, non è una cosa buona uccidere un giornalista può Ma come ha ucciso il giornalista? Chi si ricorda? Non lui.
>> Come si chiamava e come è successa quella quella cosa? >> Nessuno lo ricorda, ragazzi.
Allora, è un po' trucida come cosa e la lascio raccontare ad Alessia. >> Un giornalista saudita esiliato,
autoesiliato negli Stati Uniti, che entra nel consolato Saudita a Istanbul per avere i documenti che gli avrebbero
consentito poi di sposarsi con quella che era la sua fidanzata. Lui aveva scritto vari articoli molto severi eh
sul regime di Mohammed bin Salman in Arabia Saudita, denunciando le violazioni di diritti umani che
succedevano e che succedono ancora in in Arabia Saudita, entra in questo consolato e non ne esce più e da
registrazioni, testimonianze, indagini si scopre che è stato ucciso proprio mentre era all'interno di questo
consolato saudita. Voi tenete conto che eh diciamo le sedi diplomatiche all'estero sono un territorio franco, un
territorio in cui ehm diciamo governa la legge dello Stato che è rappresentanza che è rappresentato diplomaticamente
nell'ambasciata o nel consolato. Quindi i sauditi che cosa fanno? mandano degli sgherri per ucciderlo, lo tagliano a
pezzi e lo fanno uscire attraverso delle borse. Tutto questo, diciamo, viene eh messo nero su bianco
anche da delle immagini della CIA, tant'è vero che il precedente presidente degli Stati Uniti, Biden non volle
stringere la mano a Mohammed bin Salman. poi lo avrebbe fatto in un secondo momento per altri problemi, ma durante
la campagna elettorale disse più volte l'Arabia Saudita è uno stato paria, cioè uno stato che deve rimanere fuori dalla
comunità internazionale perché chi si comporta così non ha il diritto a ad accedere a quella che è la comunità
internazionale. Donald Trump lo tratta con come un grande amico, pacche sulle spalle, vedete sorrisi, abbracci strette
di mano. ed è un grande amico perché pensate che questo signore Mohammed B Salman ha appena deciso di investire con
il genero di Trump e con Trump 10 miliardi di dollari per costruire Trump Tower in Arabia Saudita e quindi anche
questo è un un qualcosa di insolito nella politica internazionale. di voi faranno latino, pecet
>> e anche chi non fa latino però lo intuisce e quindi forza forza ai tecnici, agli altri e andiamo a vedere
l'ultima immagine rapidamente. Abbiam già detto che perché l'abbiamo scelta questa immagine Alessia?
Perché anche qui Trump baci e abbracci con Benjamin Netaniau che è sì il premier israeliano, ma su cui pende un
mandato di cattura spiccato dalla Corte Penale Internazionale che è il principale tribunale, diciamo, della
comunità internazionale per quello che è successo dove? >> Eccola qua.
>> A Gazza. >> E qui mettiamo insieme queste immagini per fare una prima conclusione, ragazzi.
Nella prima immagine avete visto Trump che eh strizza l'occhio a chi non rispetta le regole, eh Putin, eh eh
Netaniau e abbiamo visto Moab Salman. Qui arriviamo a un elemento nuovo ulteriore, come diceva Alessia prima, eh
Trump, scusate, Netaniao viene accusato di aver risposto troppo all'orrore di Amas con ciò che ha creato nell'orrore
dentro Gazza, quindi di aver esagerato, di aver creato crimini per l'umanità. C'è un tribunale, così come ci sono i
tribunali negli Stati Uniti, c'è un tribunale del mondo che giudica anche i capi di stato e si chiama Corte Penale
Internazionale. Quel tribunale interviene e dice "Tu, Netaniau, vieni sanzionato". E anche qui cosa fa Trump?
Il giorno dopo il tribunale sanziona Netaniau e Trump emette un ordine in cui sanziona i giudici della Corte Penale.
Lui attacca i giudici che hanno giudicato Netaniao. È un po' come nel caso di Minneapolis.
Viene uccisa la donna e prima ancora che ci sia un'inchiesta, in quel caso Vanz dice no immunità. Qui c'è un'inchiesta,
viene condannato dopo un anno Netaniao e Trump dice "No, i colpevoli sono i giudici, non Netaniao". Ecco, di nuovo
le regole infranti pesantemente. Andiamo all'ultima immagine, Alessia. Qui >> questo lo riconoscerete.
Maduro. Esatto. Questo è l'ultimo capolavoro, diciamo, dell'amministrazione Trump. la diciamo
il rapimento, perché poi di quello si tratta, non è che possiamo girarci troppo intorno, del leader venezuelano,
leader contestatissimo sotto cui, diciamo, il regime si era, diciamo, macchiato di ehm crimini e ferati,
nonché di aver mandato, diciamo, eh a ramengo l'economia venezuelana, anche perché sottoposta a sanzioni non solo
dagli Stati Uniti, ma comunque Gli elicotteri a Pascia americani arrivano su Caracas, bombardano con la
complicità di alcuni elementi del regime maduro e sfiltrano il presidente del Venezuela e la moglie e se vi portano
negli Stati Uniti dove sono attualmente. >> E state attenti ragazzi che cosa come giustifica Trump questa cosa? State bene
attenti. Dice l'America Latina, il Venezuela, è il cortile di casa degli Stati Uniti. È un
pezzetto di noi. Prima affermazione. Seconda affermazione, dice lui, Trump, ma senza
riscontri, senza che qualcuno lo abbia valutato, dice che il presidente del Venezuela è il capo di una traffico di
droga. E tutti dicono, "No, ma la droga degli Stati Uniti arriva soprattutto dalla Cina, al Fentanil, soprattutto
dalla Colombia e soprattutto dal Messico". Dice, "No, lui è il capo di di un traffico di droga. E cosa fa?" Poi
dice, "Io" dice Trump stabilisco che il traffico di droga è equiparato al terrorismo e siccome sul terrorismo il
presidente ha poteri speciali può intervenire immediatamente a a rimuovere chi crea terrorismo, utilizzo contro il
capo del Venezuela a questi poteri. Quindi A + B + C fa quello che ha detto Alessia, ma perché è un precedente senza
precedenti? Pensate cosa dice Putin di Zelenski. Putin dice di Zelenski che è un leader illegittimo come Trump dice di
Maduro. Putin dice di Zel Zelenski che è un nazista e dice "Noi abbiamo lottato contro il nazismo 70 anni fa, dobbiamo
lottare contro il nazismo". Ora Putin dice che l'Ucraina è l'estero vicino, che è una traduzione di cortile di casa
in altra forma. E Putin non, mentre Trump parla di operazione speciale di polizia per non è guerra, dice "È
un'operazione speciale di polizia, vado a prendere un un terrorista". Putin dice "Non sto facendo una guerra, sto facendo
un'operazione speciale". Che poi Maduro sia uno stronzo e che Maduro non meriti il nostro rispetto è
altra cosa, ma quello che vediamo in scena sull'Ucraina e sul Venezuela è un film molto simile. In entrambi i casi
non c'è il rispetto delle regole. Ma andiamo all'immagine successiva, Alessia.
E qui arriviamo alloggi. >> Arriviamo all'oggi praticamente con un'immagine della della Groenlandia
Stelle Strisce che è stata però questa è la cosa interessante postata da chi? Da Katy Miller che è la moglie di Steven
Miller. >> E chi è Steven Miller? >> E chi è Stephen Miller?
No, è un, diciamo, l'alto consigliere di Donald Trump per quella che è, diciamo, la la dottrina America first.
applicata alla politica estera che Donald Trump, se qualcuno di voi ha seguito nelle ultime settimane, ha
chiamato dottrina Don R, rifacendosi alla dottrina Monroe che forse alcuni di voi hanno studiato, cioè quella che
diceva esattamente quello che diceva Paolo prima, l'America Latina è il nostro giardino di casa, quindi
operazioni Panama, Nicaragua, Condor, eccetera, chi se le ricorda? Noi facciamo quello che vogliamo, laddove il
nostro interesse strategico arriva, che è esattamente quello che c'è scritto nell'ultima dottrina sulla sicurezza
americana che ha tanto allarmato gli europei. Quindi Katy Miller posta questa immagine su adesso non so, forse su X,
lasciando intendere che gli Stati Uniti devono conquistare la Groenlandia, che è quello che Trump dice da settimane, per
la loro sicurezza nazionale. >> E qui, ragazzi, arriviamo al surreale di ieri.
Se se non fosse tragico sfiorerebbe il ridicolo. Ieri Trump ha reso pubblico una lettera che ha scritto al primo
ministro norvegese. Che paese assegna il Nobel per la pace? Qual è il paese che assegna al Nobel per
la pace? La Norvegia. Ma non è il governo norvegese che assegna al Nobel, è un comitato internazionale che assegna
al Nobel. Lui, Trump scrive, tenetevi forte, al presidente, al primo ministro della Norvegia, gli scrive: "Caro Rolf,
non so come si chiami, non mi hai dato il Nobel per la pace." E allora io farò la guerra, non son più
interessato alla pace, ma a partire dalla Groenlandia non mi dà il Nobel, mi occuperò di mi mi nessuno mi limiterà
nel fare la guerra, che se ci pensate, ragazzi, è è surreale. Soprattutto avvenuto dopo due giorni in cui la
signora Mahado, sapete chi è la signora Machado? È la leader del Venezuela dell'opposizione che ha ricevuto il
premio Nobel. Lei è andata in ginocchio a portare a Trump il suo premio Nobel per la pace dicendo "Lo do a te perché
lo meriti tu". E il comitato del Nobel è dovuto intervenire dicendo che il premio Nobel non è come un assegno
trasferibile, che tu lo dici "L'ho preso io, lo passo a te e tu lo passi a un altro". Ma se ci se ci avessero
raccontato un anno fa queste cose, avremmo detto che siamo a Scherzi a parte, siamo a Drive-in, siamo a alle
Iene. Questo è il mondo sulle in cui le regole vengono infratte. Mettiamo insieme tutti questi pezzetti, come
abbiamo fatto prima. Che cosa ci dicono tutti questi pezzetti che abbiam visto? che qui nel mondo, come prima negli
Stati Uniti, quello che accomuna queste immagini è forzare le regole. Sforzare Forzare le regole e scavalcare i ruoli
di altri organi. Sforzare le regole prima della casa USA, ma prima abbiamo visto laimmagine simbolica che era la
distruzione della Casa Bianca come simbolo plastico. E qui qual è l'immagine simbolica di questo forzale
regole? Le spallate. Cosa sono questi palazzi, ragazzi? le e usiamo l'ONU come simbolo delle
regole del condominio del mondo, le spallate che dà Trump alle regole dentro gli Stati Uniti e qui alle regole del
condominio del mondo. Eh, perché dico l'ONU è il simbolo? Perché
il mondo anche qui, ragazzi, dopo la seconda guerra mondiale, dopo l'orrore, la Seconda Guerra Mondiale aveva
significato la distruzione, il nucleare, i campi di sterminio, l'orrore, l'orrore al cubo. Dopo la seconda guerra
mondiale, i leader del mondo, addirittura durante la Seconda Guerra Mondiale, si incontrano e dicono "No,
dobbiamo darci delle regole, dobbiamo autolimitare il potere dei leader, perché qui il mondo viene distrutto". E
questo anelito porta alla Costituzione delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale, dove l'elemento più
importante, ragazzi, è che nessun capo di stato del mondo ha il potere assoluto sull'uso della forza. Prima i leader del
mondo dicevano: "Io decido quando usare la forza. Lo decido perché serve al mio stato, Macchiavelli. Lo decido perché la
religione mi autorizza". Il leader del mondo. Con la nascita dell'ONU entra un principio nuovissimo che dice: "Non è il
leader del mondo. I leader possono solo difendersi, legittima difesa, oppure la forza l'autorizza un organo superiore,
l'ONU, che dice tu, Stato hai diritto di usare la forza perché sono stati calpestati i tuoi diritti. è una
rivoluzione, lo è stabilisce chi decide il diritto di andare in guerra e questo è supera quello che voi avete avete
studiato con Plauto e poi con Hob, l'anarchia del mondo dove uomo omini lupus e appunto la forma di tutela sono
delle regole superiori e anche qui nasce dagli ismi del passato perché ci questo uomo omini lupus nel 9 ha mostrato il
peggio di sé, perché abbiamo visto anche qui gli ismi, il militarismo, l'esasperazione della potenza militare
per difendersi, ma che poi diventa strumento di attacco, il protezionismo. Mi proteggo dai dall'economia degli
altri paesi dicendo metto i dazzi, pensate all'oggi, il colonialismo, per gli interessi del mio paese vado ad
occupare altri terreni. L'antisemitismo attacco i nemici, quelli che identifico come nemici dello Stato. E al posto di
tutto ciò, per governare tutto ciò, esattamente come mostravo prima, il simbolo è questo palazzo. Anche qui,
ragazzi, aiutatemi, anche se non è corretto dal punto di vista metodologico, ma cerchiamo di capirci
bene. Anche qui si crea una sorta di governo del mondo, perché c'è un un esecutivo anche qui, il segretario
generale dell'ONU e la il consiglio di sicurezza che assomiglia un po' al capo di stato del mondo, del condominio del
mondo, l'amministratore del condominio. Poi anche qui c'è un organo legislativo che rappresenta tutti che è l'assemblea
generale dell'ONU. Anche qui c'è un potere giudiziario che è la Corte Penale di cui parlavamo prima
e tutto ciò viene creato negli anni 45-50. Cosa ci siam chiesti prima sulla
democrazia? Abbiam detto è una forma perfetta, no? È la peggiore fatta salva tutte le altre. Forma perfetta per
tenere insieme il condominio del mondo. Ragazzi, no, le porcherie nel mondo si sono sempre fatte.
Le dittature si sono, i leader potenti del mondo, i paesi potenti hanno sempre plasmato la politica. L'America e
l'Unione Sovietica facevano e disfavano nei paesi, nei cortili di casa. Mettevano dittatori, li facevano cadere.
Certamente. Ci sono state guerre, sì che ci sono state guerre. Ci sono già stati casi di invasioni illegittimi? Sì, ci
sono stati, ma si è evitato il peggio. Si è evitato l'orrore di una guerra mondiale, l'orrore di un conflitto
nucleare. E che cosa porta a questo mondo Trump? Guardate bene, seguite questo passaggio, abbiate ancora un
attimo di pazienza. Guardate la frase di Trump di settimana scorsa intervistato dopo il Venezuela. Trump dice: "L'unico
limite alle mie decisioni non è il diritto internazionale, l'unico limite alle mie decisioni è la mia moralità".
Questa affermazione di Trump ci porta indietro di secoli, decenni, perché questa affermazione di Trump, lo dicevo
prima con l'ingegner Falk, che tra l'altro è il grande ispiratore e sostenitore di questa iniziativa Il
mondo in classe, ci riporta il re sole. Lo Stato sono io. Sono io che decido ciò che è importante per lo Stato. Ci
riporta indietro a Napoleone, a Mussolini, a tutti i leader delle dittature che dicevano
la il diritto è una variabile dipendente del regime e il regime fa quello che vuole il leader, ci riporta indietro al
condominio senza regole de che ci ha portato in passato alla situazione. E vi lascio su queste due immagini forte,
così ve le ricordate, ragazzi. La prima immagine forte è questo. Chi ricorda questo palazzo? Cos'è? Vai. Famiglia.
>> Ok. Non ti dice niente questa immagine. Ragazzi, questo è un palazzo sul lungo Tevere a Roma. 10 anni fa questo palazzo
diventa famoso perché crolla in parte. E perché crolla in parte questo palazzo? Perché il l'inquilino potente, ricco,
potente come l'America dell'ultimo piano, vuole farsi un terrazzo bellissimo,
pieno di alberi grandi, querce e eh il l'amministratore del condominio, che è un po' come il segretario generale
dell'ONU, va da questo signore e gli dice "Ma no, non puoi mettere le querce sul terrazzo, vien giù tutto, crolla
tutto". E il signore dice "Il mio unico limite è la mia moralità. My country first. Io faccio quello che voglio a
casa mia e e metto le querce, eh, e mette le querce e il condominio crolla. Eh, e quest e perché in quel condominio,
oltretutto, c'è un altro signore molto potente che non ha il garage e che dice io ho bisogno del garage, l'unico limite
è la mia moralità e i miei interessi e occupa un pezzo di giardino per mettere le macchine e l'amministratore del
condominio dice "Ma tu non puoi occupare un pezzo di giardino?" dice, "Ma no, ma è il mio cortile di casa, è il mio
estero vicino e oltretutto in quel giardino c'è un posteggiatore illegittimo, un po' nazista e un
trafficante di droga e io posteggio lì e in questo condominio ognuno va per sé e ognuno perché non c'è più il ruolo
dell'amministratore del condominio, non ci sono più le regole condominiali". Qualcuno di voi suonerà. È un po' come
un'orchestra senza direttore. Un'orchestra con un direttore produce armonia,
un'orchestra senza direttore produce ciascun suonatore che si allarga, che fa, cioè, chi suona il triangolo che fa
grande rumore perché nessuno lo tiene a controllo e non produce che cacofonia. Ecco, questo è un po' il la il rischio
del nostro mondo ed è il motivo per cui noi dobbiamo prestare molto attenzione a quello che sta succedendo. Alessia,
>> allora, abbiamo visto quelli che sono i rischi, no, del mondo, come l'abbiamo chiamato noi, dei liberi tutti, cioè in
cui ciascuno fa quello che vuole, ma soprattutto i più potenti fanno e eh diciamo applicano le regole al loro
vantaggio imponendo agli altri anche su questo Tucidide. Andiamo avanti. Ma in che modo questa cosa ci riguarda?
Personalmente noi europei abbiamo parlato finora di Stati Uniti, ma chiaramente noi come europei siamo
chiamati in diciamo in causa e in tutto questo quadro che parte facciamo? La prima consapevolezza che dovete
avere, ragazzi, è che di tutto quello sfascio, gli ismi del passato di cui vi ho parlato prima, tutti quegli ismi
erano in Europa. imperialismo, fascismo, nazismo, comunismo, protezionismo, militarismo,
colonialismo, antisemitismo, tutto quell'orrore di cui vi abbiamo parlato, sul quale sono nate le regole per
gestire gli stati e le regole del condominio del mondo, trova origine da noi. Quindi nessuno più di noi sa cosa
vogliono dire questi ismi del passato. E la seconda considerazione è che nessuno più di noi ha beneficiato di ciò che è
cambiato dopo gli errori del passato, perché noi siamo un continente che è uscito dalla Seconda Guerra Mondiale,
distrutto politicamente, moralmente ed economicamente e grazie alle nuove regole del mondo interne ed esterne
siamo riusciti a prosperare e a diventare un continente articolato e e più integrato. E il
problema è che noi in questo momento, e questo è il punto di attenzione, siamo sotto, non dico attacco perché crea
sotto sfida, perché contemporaneamente, uso questa immagine, noi abbiamo russi in modo diverso e con gravità diverse,
ma russi in Ucraina e non solo, cinesi con la dominanza economica e la competizione economica e americani,
Trump con la Groenlandia, con i dazzi che scommettono sulla debolezza dell'Europa, scommettono
sul fatto che l'Europa non abbia il coraggio e la coesione sufficiente per reagire in modo tonico ai bulli del
quartiere. scommettono che noi continueremo a essere erbivori in un mondo di carnivori. Scommettono su un
vecchio and motto che dice "Se non sei al tavolo a decidere le sorti del mondo, sei nel menù di chi è seduto quel
tavolo." E questo è il rischio della nostra Europa. Il rischio della nostra Europa. Prego, Alessia.
>> Anche perché eh diciamo questa questa immagine ci ricorda che cosa? che comunque questi tre leader, questi tre
paesi, questi tre queste tre potenze stanno ricostruendo quelli che erano, diciamo, quello che era l'ordine che ha
portato poi agli ismi del passato che abbiamo visto e cioè le sfere di influenza. Le sfere di influenza si
studiano, no, quando si ricorda la prima seconda guerra mondiale, ma anche precedentemente
l'ordine nel quale noi abbiamo vissuto negli ultimi 80 anni di cui parlava Paolo, questo lo aveva in qualche modo
cancellato. Esistevano delle regole che avrebbero dovuto essere uguali per tutti. Adesso il ritorno alle sfere di
influenza che Putin vorrebbe costruire, diciamo, nel suo giardino di casa, Trump nel suo e sci a suo modo anche vicino
alla Cina, mettono in crisi quell'ordine che già era, diciamo, in sofferenza, ma su cui l'Europa punta perché fa parte
dei nostri valori, fa parte del nostro modo di guardare al mondo e alle cose. l'ordine internazionale basato su regole
si addice alla, diciamo, democrazia e al tipo di governo del mondo che l'Europa vuole, che l'Europa, diciamo, di cui è
portatrice sana in qualche modo. Anche durante la guerra fredda, ragazzi, la guerra fredda i vostri genitori l'hanno
vissuta, il mondo delle prime seconda guerra mondiale, non più, ma la guerra fredda era anche lì un mondo con delle
sfere di influenza. Eh, perché c'era, usando l'immagine dell'orchestra, durante la guerra fredda c'erano due
grandi orchestre, l'orchestra del mondo americano, noi con l'America, e l'orchestra del mondo dell'Unione
Sovietica, il comunismo contro il capitalismo contrapposti. Dentro questi due mondi c'era un direttore che
bacchettava i musicisti e succedevano porcherie, ma mai porcherie fra direttori. stavano ben attenti a non
bacchettarsi fra di loro i direttori, ma dentro il loro mondo combinavano porcherie. La l'Unione Sovietica mandava
i carri armati a Praga o in in Ungheria se qualcuno alzava il dito. L'America mandava eh la CIA e a buttar giù Pinch
iende mettere su Pinoch o fare le altre dittature. Era così che funzionava.
Ma era un quindi non era un mondo perfetto, nessuno sta dicendo che era un mondo perfetto, ma noi stiamo dicendo
che il passaggio adesso al mondo senza direttore d'orchestra permette bulli e permette arroganze, permette
scavalcamento di regole che ci porta verso ci porta into the wide dentro un mondo che non conosciamo. Per esempio,
c'è un tema su cui dovrete prestare attenzione, dovremo prestare attenzione nei prossimi mesi e anni è il ritorno
alla competizione nucleare. I paesi del mondo, Iran in testa, hanno capito che l'unico modo per non venire attaccati
dai grandi bulli è avere il nucleare. Se tu sei il Venezuela, Trump arriva e ti porta via il leader. Eh, se tu sei Kim
in Corea del Nord, non arriva nessuno a portarti via perché tu hai il nucleare e se tu sei Israele che hai il nucleare
puoi fare più o meno quello che vuoi. Se tu sei l'Iran, se riesci a avere il nucleare molto meglio, sennò passi la
sorte del Venezuela. Quindi il mondo senza regole è un mondo che anche su questo ci porta a a dei timori. Così
come ragazzi questa insicurezza che tutti percepiamo, che sta portandoci tutti al riarmo è come se fosse la
soluzione dei problemi del mondo. Eh, dobbiamo, lo dico anche ai nostri ragazzi in divisa nell'ultima fila, loro
per primi hanno la consapevolezza che l'eccesso di sicurezza crea insicurezza. Se tutti ci riarmiamo per evitare di
essere attaccati, eh c'è una competizione che può portare a un'insicurezza molto forte, che è
appunto il militarismo che abbiamo visto nel secolo scorso. Vai Alessia e poi prendiamo qualche domanda.
>> Che cosa abbiamo detto quindi finora? che le sfere di influenza e il riarmo ci possono portare molto più rapidamente
verso un epilogo, diciamo, di scontro. Ma è proprio questo quello che noi dobbiamo cercare in
qualche modo di evitare. Allora, negli anni 70 si diceva, c'era uno slogan che diceva né con l'USA né con gli URS. Ehm,
oggi quello slogan è, diciamo, passato di moda ed è fuori tempo massimo, nel senso che l'Europa deve scegliere una
direzione, anche perché ci sono tanti paesi di cui noi non abbiamo parlato che non sono quelli appunto che che chi
mostra questa immagine che stanno guardando che cosa succede, che cosa succede per esempio in Europa. Allora,
penso all'India, l'America Latina, ne abbiamo in qualche modo tangenzialmente parlato, l'Africa, lo stesso Medio
Oriente, cioè l'Europa sarà capace in qualche modo di mantenere ferma, diciamo, di mantenersi ferma sul sulle
sue posizioni e di non lasciare che qualcuno la faccia rientrare nella sua sfera di influenza. E noi chiudiamo con
quest'ultima immagine che vi fa capire qual è il percorso che non è solo quello del riarmarsi, che è fondamentale per
l'Europa per poter avere un ruolo, per poter non essere nel menù, ma essere al tavolo per decidere i destini del mondo.
E il confronto è questo, ragazzi. Europa uno nessuno. Voi pensate, noi siamo un continente di 450 milioni di persone che
ha 27 leader. È un condominio, siamo un condominio nel condominio e ci confrontiamo con altri e non siamo una
federazione, siamo un'unione, una cosa ibrida. Ci confrontiamo con l'America che ha è uno stato federale, ha 330
milioni di abitanti e ha un presidente che addirittura decide in base alla sua own morality. Abbiamo l'India, 1
miliardo 400 milioni di persone, che è uno stato federale, sono 28 stati, ma è uno stato. Abbiamo il Brasile, 214
milioni, che ha un presidente Lula 26 stati federali, cioè uno stato alla fine, cioè uno stato un unico leader.
Per non parlare delle due dei due paesi non democratici, la Russia e la Cina, che hanno rispettivamente 140 milioni e
1 miliardo e qu di abitanti dove sono leader forti. Qui c'è un problema chiarissimo, ragazzi. Noi siamo troppo.
Mattarella dice, noi siamo un continente fatto di paesi troppo piccoli per interagire con gli altri e paesi che
sono piccoli ma non se ne sono ancora accorti. Lui parla della Germania e della Francia che hanno la grandeur di
considerarsi attori mondiali, ma che rispetto a questi giganti non contano nulla. O noi riusciamo, chiamatelo
federalismo, chiamatelo riduzione del diritto di veto, le velocemente a diventare uno o saremo nessuno. Chiudo
su questo, poi prendiamo tre domande da voi. Una notizia di questi giorni sulla Groenlandia che è stata poco ripresa dai
media. Cosa succede? Trump minaccia la Groenlandia, i paesi europei non sanno cosa fare e mandano
dei soldati simbolicamente in Groenlandia. Ma adesso tenetevi forte, se non fosse tragico sarebbe ridicolo.
La Norvegia ne manda due, la Francia mi sembra sette. Sette soldati, eh, non sette divisioni. La
Germania ne manda 13. In totale vengono mandati a difendere la Groenlandia, ragazzi, che è quattro
volte il Texas. Abitata da 58.000 persone, vengono mandati 30 soldati di otto paesi
europei. Ci siete? Cioè, se uno te l'avessero raccontato, cioè gli avessero raccontato un mese fa, tu pensa che
Trump vuole invadere la Groenlandia, che è un pezzo della Danimarca, cioè NATO contro Nato. E pensa, racconta la
barzelletta, che i paesi europei per difendere la Groenlandia hanno mandato 30 soldati.
Trump si incavola e dice a chi ha mandato i soldati io metto dei dazzi aggiuntivi
e voi cosa vi immaginate? Siccome non è atto simbolico i paesi europei dicono "Tu non mi metti i dazzi,
stiamo difendendo". Non si sa perché, ma la Germania ha fatto tornare a casa il giorno dopo
averli mandati i suoi 13 soldati. Trump minaccia i dazzi. Qual è il paese più potente dell'Europa? La Germania. La
Germania dice: "Ragazzi, ragazzi là in fondo, tornate a casa in licenza, non so cosa vi avran detto, marcate visita". Li
li riporta a casa. Cioè, mentre noi parliamo di un'Europa che deve essere assertiva, deve farsi sentire senza
essere arrogante, senza essere minacciosa, stiamo attenti, c'è sempre la l'eccesso di reazione. Noi abbiamo il
paese più importante dell'Europa che Trump dice "Ti do i dazzi sulle macchine, sulla BMW, riporta a casa i
soldati". È qui che ragazzi dobbiamo capire primo che non sono solo i soldati che fanno la
forza di un continente, perché se tu hai i soldati e non sai contro chi usarli, perché vedete se tu hai 27 leader che la
pensano in modo diverso, i soldati li puoi mandare o in Ucraina contro Putin o in Groenlandia contro Trump, giusto? Ma
se non c'è un leader che decide con la sua on morality da che parte mandarli, i soldati restano in caserma perché noi
sulle crisi internazionali non siamo quasi mai d'accordo a 27 su chi è il nemico e chi è l'amico. Quindi il vero
punto non è avere i soldati, il vero punto è riuscire ad avere una posizione europea che possa interagire non per
fare le guerre, ragazzi, ma per fare il meglio per il mondo con i leader di altre parti del mondo. Noi ci fermiamo,
ma prendiamo tre domande da voi. Chi vuole iniziare a rompere il ghiaccio, abbiamo bravissimi là in fondo abbiamo
un microfono che vi raggiunge. >> Buongiorno nuovamente io volevo porre una domanda per la questione invece per
quanto riguarda la Groenlandia perché in tutto questo noi abbiamo considerato che sia la Danimarca che gli Stati Uniti
sono entrambi i paesi NATO e logicamente la NATO, essendo un'alleanza internazionale non è stato mai prevista
la possibilità che un paese alleato attacchi un altro paese che fa parte dell'alleanza. Quindi uno, volevo
chiedervi questo cosa comporterebbe nell'organizzazione NATO e se a questo punto possa portare al collasso e
ulteriormente come potrebbe cambiare l'equilibrio internazionale in questo caso, visto che molti stati come
l'Italia, l'ha detto Mattarella al discorso di fine anno, vedono nella NATO uno dei punti fondamentali per come
punto di riferimento internazionale. Grazie. >> Grazie. Allora, eh è chiaro che
l'ipotesi di uno scontro eh NATO contro NATO, cioè che la NATO utilizza per difendere la Groenlandia e la Danimarca
eh l'articolo che prevede l'assistenza collettiva di tutti gli altri paesi è impossibile perché siccome la NATO
decide all'unanimità eh l'America porrebbe il veto sul fatto che la NATO attacchi l'America. Cioè, ma tra l'altro
è surreale perché eh buona parte della NATO è fatta da forze e da strutture americane. Vorrebbe dire che la NATO
americana come base fondamentale verrebbe utilizzata contro l'America. Quindi il rischio, come tu hai detto
anticipato nella seconda parte della tua domanda, non è di uno scontro ed ecco perché mandavamo i soldati a livello
simbolico i 15-30 di prima, ma è su l'implosione della NATO perché se fra le atti possiamo ipotizzare di dover
applicare l'articolo della difesa collettiva abbiamo un problema. Se come ieri, ieri il segretario dal tesoro
Bessent, che è un moderato in quel mondo un po' dinamico, ha detto una cosa di una gravità impressionante. Ha detto:
"L'unico modo per difendere dalla Russia e dalla Cina la Groenlandia è che diventi americana".
Oh, bella! Ma noi italiani, francesi, tedeschi siamo nella NATO per difenderci da i nemici esterni? Ma se l'unico modo
che abbiamo per difenderci non è la NATO, ma diventare americani, eh entriamo in un altro mondo. È chiaro?
Cioè, quindi qual è il rischio? e rispondo e chiudo con questo. Il rischio è che comunque tu indebolisci il valore
dell'alleanza anche solo con le parole, senza arrivare al rischio del confronto militare. Cioè se tu hai un'alleanza in
cui dentro l'alleanza gli alleati si mettono le dita degli occhi, assomigli, ecco, pericolosamente Kissinger, un
grande pensatore americano che anche lui faceva le sue porcheriette. Ma Kissinger diceva, "Qual è la grande differenza fra
l'America e l'Unione Sovietica, la Russia e la Cina? È che l'America ha alleati, amici, gli altri hanno dei
paesi vassalli e se tu hai dei paesi vassalli, prima o poi salta il banco, prima o poi non tiene l'alleanza". Ma se
noi fra alleati con l'America cominciamo a discutere di chi può attaccarci fra alleati e cambia totalmente lo scenario
e entriamo in un mondo più pericoloso e più complicato. Ma noi non vogliamo chiudere con questa immagine cupa del
mondo più pericoloso e preoccupato. Parleremo nelle prossime settimane, vi invitiamo a seguirlo, di geopolitica
dello sport attorno alle Olimpiadi che succederanno fra qualche mese. parleremo comunque nelle prossime settimane e mesi
di Ucraina, di nuovo parleremo in una sessione del mondo in classe, specificatamente dei tutti i pazzi per
la Groenlandia. Che cosa vuol dire questo interesse per la Groenlandia? Con che messaggio vi lasciamo, ragazzi?
Vi lasciamo con il messaggio di evitare il catastrofismo, ma come dice Mattarella, tu hai citato
Mattarella poco fa, nessun dorma, cioè non non valutiamo in tutto le speranze di
scenari più positivi. Bisogna avere gli occhi aperti col realismo. È un mondo complicato e appunto nessun dorma. Voi
sicuramente stamattina non avete dormito e in questa sessione ci ha fatto molto piacere, eravate Grazie davvero ragazzi,
molto attenti e molto partecipati. Al prossimo appuntamento, buon rientro a scuola.
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[musica] >> Ok.
Nel suo primo anno, Trump ha firmato 225 ordini esecutivi, superando i suoi predecessori come Obama e Biden. Questi ordini hanno permesso interventi immediati, tra cui licenziamenti di massa e l'uscita da accordi internazionali sul clima, bypassando spesso il Congresso per una governance più diretta.
La politica migratoria si è caratterizzata per l'espulsione di immigrati considerati "illegali", anche se molti erano lavoratori integrati. Trump ha aggirato i tribunali per attuare espulsioni, nonostante ricorsi legali, creando tensioni sociali e critiche per l'approccio rigido e controverso verso le minoranze.
Trump ha adottato posizioni controverse, sostenendo leader come Putin e Mohammed bin Salman e criticando alleati tradizionali come Zelensky. Ha inoltre rafforzato azioni militari contro Venezuela, sostenendo interventi giustificati dalla lotta al terrorismo e traffico di droga, generando conflitti diplomatici e tensioni con l'Europa.
La presidenza ha mostrato violazioni della separazione dei poteri democratici e ha minacciato il sistema multilaterale delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. C'è il rischio di un ritorno a un sistema globale dominato da poteri forti senza regole condivise, con possibili impatti destabilizzanti per la pace e la cooperazione internazionale.
L'Europa è chiamata a rafforzarsi politicamente e militarmente per non restare passiva nei giochi globali. È necessaria una maggiore unità e coesione, magari attraverso un federalismo europeo, per preservare la pace, la sicurezza e l'influenza occidentale in un mondo instabile e frammentato.
Trump ha attaccato istituzioni democratiche limitando diritti come quelli degli studenti internazionali e la libertà d'espressione attraverso piattaforme proprietarie. Ha anche messo in discussione l'indipendenza di organi fondamentali come la Federal Reserve, sollevando preoccupazioni sul rispetto delle norme democratiche e dei controlli e bilanciamenti.
Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura dell'analisi "Impact of Donald Trump's 2024 Presidential Win on Indian Economy, Jobs, and Trade" disponibile su lunanotes.io. Questa analisi offre una prospettiva dettagliata sulle implicazioni economiche e commerciali del mandato di Trump a livello globale.
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